la religione dell'Umanità
la proposta grottesca di Comte
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Jacques Maritain
«D'altronde la Trinità del Grande-Essere, del Grande Feticcio e del Grande-Mezzo non esaurisce il genio mitopoetico della religione positiva. Questa ci offre molte altre finzioni simpatiche che scimmiottano, tutte, allo stesso modo, derealizzandole, le cose che il cattolicesimo venera e da cui Comte è singolarmente ossessionato. Egli ha così la sua "preghiera positivista", che "s'impossessa essenzialmente del supremo ambito riservato un tempo alla grazia soprannaturale". Ha i suoi angeli custodi che sono: Clotilde, la sua casta compagna, Rosalie Boyer, la sua venerabile madre, e Sophie Bliot, la sua degna domestica, elevata da lui a figlia spirituale, e vuole che ogni suo fedele sia assistito da una simile triade angelica. Ha i suoi santi, che sono i benefattori dell'umanità inscritti nel calendario positivista, e gli eletti, canonizzati dal nono sacramento sociale, quello dell'incorporazione Ha il suo culto della Vergine-Madre, e questa è per lui l'utopia suprema, perché essa corrisponde, come un " limite ideale" (Système de politique positive, IV, pp. 241-275) alla nostra paradossale aspirazione ad elevare la donna, in quanto ha la missione di dare la vita ad un nuovo membro dell'umanità, al di sopra delle brame dell'istinto sessuale, destinato pur tuttavia anch'esso a perpetuare la vita; in altre parole, e in un linguaggio più comtiano, il compito della donna, se fosse esentato dalle "brutalità dell'uomo" e dall'amore carnale tra di lei e un individuo maschio, diventerebbe più altruistico e si trasformerebbe in una pura funzione d'interesse sociale "tanto nella sua origine e nel suo esercizio" che "nel suo risultato". (Se la fecondazione artificiale fosse stata conosciuta al tempo di Comte, egli l'avrebbe senza dubbio salutata come una irrevocabile tappa nel cammino della sua utopia, e possiamo immaginare il nuovo potere -spirituale che dirige con i suoi consigli l'impiego generalizzato di quel procedimento in vista del miglioramento eugenetico del Grande-Essere.)
10. Il lunedì 20 Omero 63, in una lettera al suo discepolo, il dottor Audiffrent, Comte annuncia che assisterà egli stesso alla cerimonia inaugurativa del nuovo regime religioso, a Notre-Dame di Parigi, " che deve diventare il grande Tempio occidentale in cui la statua dell'Umanità avrà per piedestallo l'altare di Dio", e che sarà circondato dal " bosco sacro " in cui " saranno riunite le tombe dei ventiquattro principali grandi uomini dell'Occidente moderno ". Un'altra volta, dopo un'altra visione profetica, descrive il Pantheon trasformato in un tempio dell'Umanità. Dopo l'ufficio, una donna piangente grida:
"Grazie, Maestro adorato, mi sforzerò di imitare il tuo coraggio e riuscirò nutrendomi dei tuoi esempi. Anche tu hai visto misconoscere la tua generosità e i tuoi sacrifici; ma non sei per questo rimasto meno fedele al dovere.
Auguste Comte, padre nostro, fondatore della nostra Santa Chiesa, il tuo ricordo mi guidi e mi sostenga e mi conservi degna figlia dell'Umanità, da questo giorno fino all'ora della mia morte. Così sia ".
La corrispondenza con Audiffrent non manca di particolari singolarmente istruttivi. Vi troviamo il filosofo che organizza con grande zelo apostolico il "proselitismo femminile". Dopo essersi congratulato con Audiffrent per i "suoi felici tentativi positivisti presso le belle Marsigliesi", e avergli raccomandato una "degna propaganda femminile", preferibilmente tra i "degni tipi cattolici" del Sud, egli dichiara, il 20 Carlomagno 63: "Essendo irrevocabilmente diventato per l'Umanità un organo doppio, io mi sento anticipatamente vero fratello e, in caso di bisogno, padre o figlio di ogni degna donna".
Si sa con quale imperturbabile gravità Comte adempisse alle sue funzioni pontificati, esigendo, per tutte le decisioni del "supremo organo dell'Umanità", "atto di fede" e "santa venerazione"; "condannando" gli "indegni" positivisti che disprezzano la sua autorità, definendo solennemente le "utopie" proposte ai fedeli dell'Umanità, procedendo all'istituzione del sacerdozio e dei "nove sacramenti sociali", come al regolamento del matrimonio positivista, che comporta "l'impegno ad una vedovanza eterna" e la legge di un "trimestre" preliminare "di continenza oggettiva".
Aggiungiamo che il primo matrimonio positivista fu celebrato da Comte nel luglio del 1848. Durante la cerimonia "gli sposi, dopo una degna esortazione sul nuovo matrimonio, hanno firmato, tutti in lacrime, il libero impegno alla vedovanza eterna". Il giovedì 28 novembre 1850 Comte conferiva "alla presenza di circa venticinque positivisti dei due sessi", e dopo un discorso di due ore, il "primo sacramento sociale, la presentazione, al bambino" nato da questo matrimonio. I genitori erano poveri operai. Due o tre anni più tardi, si doveva condurre a Bicêtre, come spiega Comte in una lettera dell'8 Federico 64, il disgraziato padre, "caduto in uno stato di idiotismo senile in contraddizione con la sua età di trentanove anni". Quest'uomo perseverante ricevette infine ' sotto la presidenza d'Auguste Comte, "il sabato 1° Dante 65, l'inumazione pienamente positivista al cimitero di Montparnasse"; e il grande-sacerdote dell'Umanità si preoccupò immediatamente di liberare la sua vedova, "di soli venticinque anni, bella e spirituale", dai legami della vedovanza eterna».
da Maritain, La filosofia morale, cit., p.381 sgg: